Piante per sfamare gli uccellini in inverno

Quali piante scegliere per sfamare gli uccellini in inverno? Non pensare solo ai semi o alle palle di grasso, bensì a qualcosa di ancora più naturale e molto più interessante per i piccoli animaletti alati

Sfamare gli uccellini in inverno è una pratica che costa poca energia ma aiuta a salvare la biodiversità del Pianeta. Inoltre, possiamo ridurre gli insetti parassiti delle piante, e magari anche le zanzare estive. Come?
Dare da mangiare agli uccellini durante tutto l’inverno e posizionare una mangiatoia li abituerà a frequentare il giardino anche durante le restanti stagioni, quando il loro cibo diventeranno proprio gli insetti nocivi.

Non pensare solo ai semi o alle palle di grasso, bensì a qualcosa di ancora più naturale e molto più interessante per i piccoli animaletti alati, tanto da attirarne di molte specie diverse, favorendone la sopravvivenza: alberi e arbusti decorativi carichi di frutti dei quali merli, tordi, passeri, colombi, cince ecc. sono ghiotti.

Quali piante scegliere per sfamare gli uccellini in inverno?

Alloro, dal Nord al Sud

Alloro, dalle le foglie sono preziosissime in cucina

Una pianta “a duplice attitudine”: le foglie sono preziosissime in cucina, mentre agli uccellini piacciono le drupe, ossia i fruttini neri dei quali tordi e merli sono golosissimi.

Di questo arbusto sempreverde o albero, che raggiunge fino a 20 m d’altezza, si conoscono bene le foglie coriacee, lanceolate, lucide, contenenti un olio essenziale. Passa invece inosservata la fioritura in marzo-aprile, con minuti fiori giallo-verdastri unisessuati portati da piante solo femminili o solo maschili, nome della specie: dioica. 

Il consiglio è quello di acquistare in autunno un paio di piantine, una femmina con frutti e una maschio senza, per avere la certezza della fruttificazione. Ancora meglio, pensate a realizzare una siepe di alloro, bella, buona e ottima frangi vista e frangi vento, nonché hotel per uccellini che vi troveranno anche rifugio per riposarsi e vi realizzeranno il nido.

Amelanchier, dal mare alla montagna

Amelanchier, coppa di bacche

Attira merli, tordi e cesene grazie ai grappoli di bacche rosse, blu, viola e nere molto decorative e in alcune specie commestibili anche per l’uomo, come in Amelanchier canadensis (sfere nere dolciastre) e in A. stolonifera, che regala frutti grandi e dolci.Le tante specie di amelanchier (A. laevis, A. ovalis, A. alnifolia, A. lamarckii ecc.) si possono allevare ad alberello o ad arbusto, per un’altezza massima di 3 m.

In autunno sono spettacolari anche per i colori delle foglie, che prima di cadere diventano gialle e poi rosse fino al porpora. E cosa dire della primavera, quando in maggio compaiono i fiori bianchi a 5 petali, riuniti in vistosi grappoli? 

Rusticissimi e poco esigenti, si trovano bene dalle coste fino ai 1.000 m di quota. Preferiscono una collocazione in pieno sole, che favorisce la produzione di frutti, o al massimo a mezz’ombra. Accettano qualsiasi buon terreno ricco di materia organica e non siccitoso, assolutamente ben drenato perché temono moltissimo i ristagni idrici. Vanno annaffiati nel primo anno dall’impianto. A. ovalis, il pero corvino, si può anche coltivare in vaso grande.

Ligustro, dalla Val Padana in giù

Fiori bianchi di Ligustro

Se ti sono simpatici i colombi e le tortore, piantare un ligustro (Ligustrum lucidum) in giardino è la cosa da fare.
Li vedremo appollaiati sui rami, fra novembre e marzo, a banchettare con le bacche nere, tossiche per noi ma non per loro. 

Il ligustro è un arbusto alto fino a 5 m, con un’abbondante ramificazione espansa fin dalla base, che può essere ridotta in gioventù a formare esemplari ad alberello dalla chioma persistente e tondeggiante. Tra giugno e luglio, avremo modo di notare fiori bianchi, riuniti in pannocchie di 15-20 cm di lunghezza, profumatissimi, che atttirano le api e altri insetti pronubi, all’apice dei rametti. 

Teme le gelate e i freddi intensi e prolungati, per cui nel Nord Italia si trova solo in zone riparate; resiste invece alla siccità. Può anche colonizzare le aree marginali di boschi termofili di collina o di vallate fluviali in zone montane. 

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