Abete di Natale: come tenerlo in vaso o in giardino

Un abete di Natale vero è infinitamente più ecosostenibile. Se acquistato in un centro giardinaggio, prendersene cura diventa un'attività piacevole.


Un abete di Natale vero come albero di Natale è infinitamente più ecosostenibile che comperarne uno finto. Quest’ultimo, infatti, si compone di plastiche non riciclabili e tossiche durante l’incenerimento, viaggia
per centinaia di migliaia di chilometri poiché la produzione è quasi tutta in Estremo Oriente, e la sua carbon footprint “impronta di carbonio” è enorme: 23-40 kg di CO 2 per un singolo albero, oltre 10 volte quella dell’abete vero.

Perché scegliere un abete di Natale vero

L’abete vero viene coltivato in Italia, prevalentemente in Piemonte, Veneto e nel Casentino in Toscana, da vivai regolarmente autorizzati che utilizzano terreni marginali di collina e montagna altrimenti destinati all’abbandono e al conseguente dissesto idrogeologico.

Gli alberi di Natale Abies nordmanniana, Picea excelsa, P. punges e P. omorika, vengono quindi coltivati in terreni appositamente dedicati all’attività vivaistica, da aziende agricole: non vengono presi dai boschi, ma normalmente coltivati come una qualsiasi pianta da vivaio ornamentale o da fiore e costituiscono una coltivazione rispettosa dell’ambiente perché contribuiscono con il loro verde a dare vita a zone altrimenti brulle e desolate soggette al degrado.
Gli alberi veri, durante la crescita in vivaio, assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo a mitigare l’effetto serra. Quando vengono estirpati, sono sostituiti da altre giovani piante nello stesso vivaio, le quali continuano ad assorbire anidride carbonica dall’atmosfera.

Al termine del loro utilizzo come albero di Natale, queste piante, se sono state ben tenute e quindi poco danneggiate, possono essere mantenute in vaso grande da un anno all’altro, oppure piantate in giardino di grandi dimensioni.
In alternativa, possono essere restituite al punto vendita dove alcuni Comuni provvedono al ritiro per la
piantagione, oppure allo smaltimento come residuo organico da avviare al compostaggio. Mai e poi mai si trasformano in rifiuto sempiterno.
Attenzione, però: gli abeti di Natale vanno acquistati nei Centri di Giardinaggio, dove si trovano esemplari da vivaio, muniti di tutta la certificazione che attesta la loro provenienza da coltivazione. I punti vendita improvvisati a bordo strada in genere tagliano gli alberelli del bosco, impoverendo l’ambiente.

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Prendersi cura di un abete di Natale per le feste

In vendita si trovano esemplari con pane di terra o senza radici.
I primi si possono acquistare anche con largo anticipo. Si trapiantano subito in un vaso di misura adeguata, aggiungendo un buon terriccio universale e bagnando bene. Si lasciano all’aperto controllando che il terreno rimanga umido ma non inzuppato. Si portano in casa 2-3 giorni prima del Natale per addobbarli, spostandoli all’esterno
ogni sera e facendoli rientrare ogni mattina.

In alternativa bisogna ricordarsi di vaporizzarli con acqua distillata 2-3 volte al giorno. Così dureranno senza spogliarsi
fino alla fine delle feste, quando si potranno riconsegnare al punto vendita se ha attivato un servizio di recupero, oppure tenere.
Gli alberelli senza radici vanno acquistati poco prima del 25 dicembre: si pongono ugualmente in un contenitore fermandoli con terra o sassi, possono essere addobbati subito e tenuti in casa, tenendo presente che perderanno rapidamente molti aghi.
Dopo l’Epifania si pongono nel cassonetto dei rifiuti organici.

Cosa fare dopo le feste

L’albero vero con pane di terra, se non ha perso tutti gli aghi e i rami non sono secchi, si può conservare per anni anche in vaso di plastica. Va posto in esterni, alle intemperie, non in pieno sole fra maggio e settembre soprattutto dalla Val Padana in giù.
Si annaffia con regolarità appena il terriccio incomincia ad asciugarsi. Va rinvasato in una misura in più ogni anno in aprile, a partire dal secondo anno, sempre utilizzando un buon terriccio universale e ponendo un discreto drenaggio: 4 cm di argilla espansa sul fondo del vaso.
In marzo e in settembre si aggiunge una manciata di concime granulare per giardino, mescolandolo bene al terriccio superficiale.

La piantagione in giardino è sconsigliata tranne che sulle Alpi e sull’Alto Appennino, purché lo spazio sia molto grande: in pianura diventerebbe una pianta stentata perché fuori dal clima giusto, in poco spazio i rami cozzerebbero presto
contro l’edificio e toglierebbero luce, mentre le radici potrebbero creare problemi di stabilità all’immobile. Servono quindi un clima fresco-freddo e almeno 10 m di spazio tutt’intorno all’albero. Dalla piantagione all’autunno successivo è necessario irrigare in abbondanza se non piove a sufficienza. In marzo e settembre è bene concimare con un buon prodotto granulare per giardino, in dose di due manciate, per i primi 6-7 anni.

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